Archive for Giugno 2011

15 Giu 2011

del cardinale Teodorico Ranieri

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                             stemma cardinale teodorico ranieri
Da Notizie istorico-critiche a’ ritratti di 24 Cardinali Perugini Di Giacinto Vincioli

TEODORICO RANIERI , Ann. 1300.
Nella promozione di sei Cardinali fatta a’ 4.di Decembre del 1298. da Bonifazio VIII. che fu Benedetto Gaetani, enumerasi Teodorico figlio di Zaccaria Ranieri. Trovasi questi chiamato Cardin. di Orvieto come suo Cittadino , e Vescovo . Nondimeno provenendo la Famiglia Ranieri di Orvieto da quella di Perugia, può considerarsi per Perugino, particolarmente in que’ tempi per esser più vicina la discendenza, come lo considerano altri ,e come sopra si disse . Fu Teodorico di Vescovo d’Orvieto creato Cardinale del tit. di S. Croce ìn Gerusalemme, e fu Camerlengo, e Vescovo Prenestino , dicendosi al suo tempo rovinata Preneste , e trasferita al luogo vicino . Fu dì grand’animo , e consiglio , e di molte facoltà. Nè v’ha dubbio che se la Nobiltà deriva e nasce dallo splendore, e chiarezza di que’ Maggiori, che per qualche segnalata virtù in qualche Stato , e Signoria si riposero, come v’ è chi avverte , non sia da dirsi nobile il nostro Teodorico , e chi dopo vi fu della sua stirpe. Fece mostra dell’animo generoso in molti edifici. Fece edificare in Bolsena la Chiesa di S. Cristina. E lasciò in Orvieto un nobil Palazzo con Torre. Fu Legato della Provincia del Patrimonio , che resse con integrità, e pace . Obiit (scrive il Ciacconio) circiter annum Domini 1306. e dice d’averne le notizie dalle Bolle di Bonif. VIII. del registro dell’ anno 1302. e da una Cronica d’ Orvieto. Il Panvinio nelle note al Platina tra li 16. Cardinali che nomina di Bonif. VIII. vi ha Teodorico , ma senza cognome, e patria , dicendolo solamente Prete Card. Onde mostransi a quello Scrittore non note, e chiare le sue notizie più precise. Se ne fa menzione da Gio: Palazzi nel p. t. alla pag. 550. in questo modo, Presb. Card. S. Crucis in Jerusalem, Episc. Praenestinus , S. R. E. Camerarius creatus in 3. Cardinalium Promotione anno 1300. a Bonifatio VIII. Il Monaldeschi ne’ suoi Comentarj lo lasciò nell’enumerar i Vescovi d’Orvieto se pur non scrisse Leonardus Urbevetanus in luogo di Theodoricus, ove lo dice.Vescovo quattr’ anni, e suo successore Guido Farnesi pur d’Orvieto, e poi Niccolò Marsiario Perugino . Il medesimo Autore alla pag 83;. del lib. 9. così parla della famiglia: Li Ranieri in Orvieto si trovano, ( il tempo in cui egli scrive fu del 1584.) furono grandi, e facevano per arme un Rastello solo come li Monaldeschi che ne fanno tre; ed è credibile che li Ranieri di Perugia , e questì fossero d’ una medesima generazione . Anche nel Ciacconio si vede riposta l’arme di questo Cardinale al numero 9., che è un Rastello qual si descrive dal Monaldeschi , e qual si fa da’ Ranieri, che ancora sono in Perugia , e de’ quali si parla nelle notizie del Cardinal Vincenzo , e più nelle memorie del Guerriero Ruggier Cane.

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05 Giu 2011

Di Costantino Ranieri che progettò l’ Accademia detta del Casino poi Teatro del Pavone a Perugia

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Descrizione topologico-istorica della città di Perugia. Di Serafino Siepi

TEATRO DEL PAVONE . Alcuni nostri Patrizj , tra i quali principalm. il con. Costantino di Curzio Ranieri e il con. Alessandro di Pietro Baglioni , promossero la Istituzione dell’ Accademia detta del Casino e la erezione di qu. Teatro . In data del 31 marzo 1717 promulgarono perciò colle stampe un programma in cui progettarono la novella istituzione e la fabbrica del nuovo edificio, per le rappresentazioni di opera in musica o dì commedie in prosa , da eseguirsi in tempo di carnovale da giovani dilettanti del ceto nobile , e per tenere in ciascuna stagione dell’ anno una letteraria adunanza , anche a pubblico intertenimento , giacchè di pubblico capace locale adatto a qualunque siasi teatrale spettacolo di qualche magnificenza, ora stato fino allora mancante Perugia . Troppo angusti erano difatto e di assoluta particolare proprietà i Teatrini del Leone di oro, dell’ Aquila e Ranieri che da qualche anno esisteano . Adottato non senza comun plauso il progetto , 61 individui tra nobili e principali cittadini si sottoscrissero al programma e formarono la nuova Società . Nel 1718 s’incominciò dunque a fabbricare il Teatro, e i principali promotori Ranieri e Baglioni ne furono gli architetti e direttori. Si costrusse tutto di legno a forma quasi di sala quadrilunga ricurva soltanto negli angoli estremi, per cui s’impedia la visuale alle persone che assisteano agli spettacoli nei palchi di fianco. Erano essi di tutto in num. Di 67 divisi in 4 ordini. Si compiè il dì di 27 maggio 1723 e si aprì per la prima volta la sera del dì 8 agosto seg. Con un’ Accademia di musica. Ma nel marzo del 1765 si diè principio a riedificarlo con disegno di Pietro Carattoli che gli diè la opportuna figura di ferro di cavallo. Furono in tal riedificazione di stabile materiale costrutte le mura esterne dei palchi e le corsie, che per l’addietro erano di legno: Nella vaga forma presente si riaprì nel carnovale del 1773 con opera in musica.
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05 Giu 2011

di Ruggiero Ranieri presidente della Cassa di Risparmio di Perugia nel 1845

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        artigianello
Da L’ARTIGIANELLO: LETTURE MORALI RELIGIOSE ED ISTRUTTIVE PER L’EDUCAZIONE DELLE FAMIGLIE
ISTITUZIONI DI BENEFICENZA, Cassa di Risparmio in Perugia.

‘Non è mai senza frutto che le utili verità si ridicano, quantunque sapute e credute, perchè il popolo se ne faccia, direm così, sangue e natura, e più s’invogli e confermi in praticarle. ‘ Queste parole del conte Ruggiero Ranieri presidente della cassa di risparmio in Perugia, recitate e stampate innanzi al Conto reso dal Consiglio di Amministrazione pel secondo periodo di sua gestione dal 1 gennaio a tutto dicembre del 1845, ne fanno piena fede che tutto che di lode si è dato e continuamente si dà a queste benefiche istituzioni, non è ismentito o contrariato dai risultamenti e dal fatto. E ben può vedersi ampiamente dai prospetti del conte suddetto. Imperciocchè di 6937 depositi effettuati in num. 1588 libretti, che montavano alla somma di scudi 23214. 99. 50 (questo era lo stato della cassa nell’entrare dell’anno) ebbesi per conseguenza al cadere di ciaschedun semestre la cifra dì scudi 871. 10. 08 frutti capitalizzati a favore dei depositanti a ragione del 4 per cento. Il risultamento poi, che presenta esso prospetto, è di un sopravvanzo di cassa di scudi 498.21.
Da tutto ciò, quasi da necessario principio, viene che il più favorevole avanzare di un’impresa qualunque è sempre per argomento di buona e saggia amministrazione; e che la cassa di Perugia, come che ancora nel suo principio, non è seconda ad alcuna delle altre dello Stato, le quali vanno sempre più raggiungendo lo scopo propostosi, cioè che il superfluo dei meschini divenga ricchezza della città, e che abbia a formarsi per esso una generazione di buoni, temperati e religiosi cittadini. Alla quale speranza, che chiamerei meglio certezza, noi ci sentiamo ora più che mai incaminati, ora che la regolare perseveranza e la crescente prosperità di siffatte beneficentissime istituzioni si stabiliscono più ampiamente, e camminano di pari col desiderio e co’ voti dell’universale. E questo è fondamento di ogni possibile bene futuro. Imperciocchè la felicità campiuta delle nazioni sta appunto nell’avere come le facoltà interiori dell’uomo, così le istituzioni e le opinioni ed ogni opera di mano e d’ingegno rivolte al fine salutare di unire il pubblico bene col privato.
Siano resi adunque i dovuti encomi a tutti quegli egregi di Perugia, che fecero parte del Consiglio di Amministrazione alla loro cassa di risparmio, e siano loro cagione di gioia e ricompensa larghissima e meritata l’amore e la gratitudine de’ buoni, e le benedizioni dell’ Artigianello, che qui ha voluto porli ad esempio di veri ed instancabili zelatori del bene e della felicità del loro paese.

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