13 Feb 2011

Contessa, figlia del tiranno d’Assisi Guglielmo di Carlo, che s’ammogliò a Bertoldo di Raniero de’ Ranieri

Pubblicato alle 17:38 under Società

Da Delle storie d’Asisi libri sei Di Antonio Cristofani

Crescevano nel 1392. i disastri col moltiplicare delle soldatesche di Biordo Michelotti, di Broglia di Trino condottier piemontese, e del Brandolino, i quali s’unirono co’fuorusciti ad infestare i piani dell’Umbria. Il contado d’Asisi ne fu più che altri guasto, essendo tra loro Guglielmo di Carlo, il quale vedendo dai cittadini ributtate le istanze, ch’ei faceva caldissime a fine d’esserne rimesso in patria, studiavasi di vendicarsene a più potere, guastando tutto il paese all’intorno. Perchè conoscendo i cittadini impossibile il durare a lungo quel travaglio, benchè da Perugia avessero qualche aiuto di milizie, nondimeno pregarono il cardinal di Ravenna, allora legato del papa in quella città, che volesse comporre le differenze tra loro e Guglielmo, promettendo, se mai succedesse, come speravano, la pratica, di non voler mai più romper fede alla Chiesa.

Assai di buon grado accolse il legato la dimanda, e con tanto fervore s’adoperò coll’ una parte e coli’ altra, che in poco d’ ora gli venne fatto di persuadere ai cittadini d’ aprir le porte della patria agli usciti, di render loro gli averi tolti, e di ricomporsi con essi in buona e durevol concordia. Fedeli gli Asisani alle fatte promesse si sottomisero in tutto ai ministri papali, e mandarono per loro ambasciatori le chiavi della città al pontefice Bonifacio IX, che spediva a rincontro ai priori e al popolo una bolla data di Roma a dì 23 decembre, nella quale dice d’ aver molto volentieri accolto il loro omaggio: riposarsi nella loro discrezione e fede: e li conforta che si guardino dai tumulti e ricevano per castellano delle due rocche il tesoriere di Romagna.
Tornarono adunque gli esuli nella città con grandissima allegrezza, eccettuatone solamente Guglielmo di Carlo, a cui non ne fu data subito licenza per lo timore che si avea ragionevolmente, che avendo egli assaggiate le dolcezze del dominare, non si stesse pago alla condizion di privato, e coll’ ambizion sua fosse causa di qualche novità. Rimasto egli per volontà del legato alcuni mesi nella terra di Valfabbrica, venne di novembre dell’anno stesso 1392 in Perugia, e di là in compagnia di Jacopo d’ Annibaldo s’ avviò con buona licenza del cardinale alla volta d’ Asisi, divisando in cuor suo di sommuovere il popolo, e ricuperare il principato. Entrovvi sull’annottare, portando seco augurii sinistri. Appena v’ ebbe posto piede, gli furono incontro gli amici e partigiani che gli restavano tuttavia. e sulle porte della città appiccando zuffa co’fautori de’Nepis vi combatterono per quattro ore un’ ostinata battaglia, della quale uscito Guglielmo vincitore, lasciò ai suoi piena balìa d’incrudelire nei vinti, le cui case furono incontanente dalla sfrenata moltitudine arse e disfatte.
Risalito così d’ un tratto alla prima potenza, non ebbe egli a goderne guari, perchè sul cominciar dell’anno l393 venuto in Asisi il rettore del ducato spoletano, il fe’ pigliare a’ suoi ministri e trarre prigione nella rocca maggiore della città. Ivi convinto d’aver tenute segrete pratiche coi Michelotti e d’ aver promesso di tradir loro la patria sua, poco stante ebbe per le mani del carnefice mozza la testa. Tal fu l’ inonorata fine di questo inquieto erede degli ambiziosi disegni di Muzio suo avolo: il quale merita d’andar confuso nel gregge di que’ tirannelli crudeli e vilissimi, che venivano in ogni parte d’Italia sorgendo sulle cadenti libertà de’ nostri discordi Comuni. Aveva egli una figliuola, a nome Contessa, che s’ammogliò a Bertoldo di Raniero de’Ranieri perugino: ed un’altra figliuola, o sorella, detta Nia, che a dì 20 settembre 1401 andava donna a Filippo di Niccolò Brancaleoni, signore del castello del Piobbico nell’Urbinate.

1 commento




One Response to “Contessa, figlia del tiranno d’Assisi Guglielmo di Carlo, che s’ammogliò a Bertoldo di Raniero de’ Ranieri”

  1.   Elisabetta Briccaon 02 Apr 2011 at 20:38 1

    Quasi quasi lo prendo come spunto per il mio prossimo romanzo storico :-)