11 Ott 2010

Genealogia dei Ranieri di Perugia (3), lettera di Vincenzo Armanni a Michele Giustiniani

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bernardino ranieri
Al Medesimo.
Ho avvisato V. S. Illustrissima , che Glotto Figliuolo di Monaldo del Conte Ugo fu Padre di Tancredi, e che Tancredi fu Padre di Pietro chiamato Pone , il cui Figliuolo Ceccolino nel 1306 fu dichiarato Capo , e Condottiero de’ Guelfi forusciti di Città di Castello , che soccorsi da’ Perugini facevano guerra a Ghibellini della stessa Città , succedendo egli a Guido Marchese del Monte , che teneva quella carica . Ranuccio , e Raniero di Simone di Merlino cognominato 1’ Abbate , come pur significai a V. S. Ill., furono nel tempo loro di grandissima autorità , e riputazione così dentro , come fuori della Patria . Ranuccio fu acerrimo nimico de’ popolari in Perugia , nominati Raspanti, leggendosi fra gli altri successi memorabili nelle Historie di quel tempo , che l’Anno 1371 sollevatasi la Città per opera d’ esso Ranuccio contra i Rampanti, che all’ hora governavano la Republica, e richiamati i Nobili vi ritornò egli prima d’ogn’ altro con ducento fanti .

Entrati costoro furiosamente nella Chiesa di S. Lorenzo Duomo della Città gittarono subito per terra il deposito di Leggieri di Nicoluccio d’Andreotto , al quale , per essere stato de’ più segnatati , e riguardevoli Cittadini della sua Patria così per prudenza , come per valore nelle cose delle armi , era stato fatto un vago , e honorato sepolcro di marmo parte a spese publiche , e parte del Fratello . Non solo guastarono , e ruinarono il sepolcro , e l’imagine di Leggieri , che vi era sopra , ma eziandio le ossa. , e le ceneri furono strascinate per le Piazze , e le bandiere , ch’ erano sopra il medesimo sepolcro in suo honore, corsero la stessa fortuna, venendo tutte lacerate, e ridotte in pezzi. Vogliono, che fosse fatto questo oltraggio alla memoria di Leggieri, perchè mentre egli visse non solo fu capo de’ Raspanti , ma perchè col consiglio , & arbitrio di lui si reggevano i Magistrati della Città , onde tutti i nobili havevano contro di esso concepito un’ odio mortale. Raniero fratello di Ranuccio, essendo stato creato Cavaliere dal Papa in Avignone insieme con Oddo Baglioni l’Anno 1371, fu pur’ egli in grandissimo credito così nella Patria , come fuori . Godè a maraviglia la grazia , e stima del Pontefice , o de’ Ministri suoi , onde divenuto riputatissimo in Perugia fu spesse volte adoperato ne’ maneggi , e più honorevoli ufficj, che potesse dar la Città , ma in lui variando stranamente la sorte secondo le vicende di quei tempi , che hora ne’ nobili , ed hora ne’ popolari cadeva il governo publico , trovavasi quando acclamato , honorato , e rimunerato , quando perseguitato, sbandito , dichiarato ribelle , & alla fine ucciso barbaramente . Questo Raniero fu nimico de’ Baglioni, & in particolare di Oddo capo di quella Famiglia, che, conforme di sopra habbiamo detto, fu creato Cavaliere dal Pontefice in Avignone unitamente col medesimo Raniero . Per la qual cosa temendo la Città di Perugia , che da quelle due potentissime fazioni potesse sconvolgersi lo stato tutto , e la tranquillità della Patria, dopo varj consigli fatti per l’unione , e concordia di Famiglie così primarie, ne conseguì alla fine l’intento l’Anno 1384 con la pace fatta a’ 22 di Settembre nel Palazzo del Comune alla presenza del Vicario Episcopale, e de’ Consoli dei Collegio de’ Nobili della Mercanzia, e con l’intervento anche del famosissimo Iurisconsulto Baldo Ubaldi de’ Baldeschi.
Tuttociò apparisce per instrumento in carta pecora rogato Ser Pietro di Iacobuccio Not.,ove dice : Inter Nobilem , & Potentem militem D. Oddum D. Baleoni de Baleonibus, & alios de cadem Familia ex una parte, & nobilem , & Potentem militem D. Raynerium D. Simonis de Raynerijs alios ex cadem Familia ex parte altera. Si specificano ivi ancora i nomi di molti delle stesse Famiglie Raniera , e Bagliona , e l’instrumcnto fu registrato dalla Città nel lib. degli Annali del sudetto Anno 1384 a fog. 257 , ove pur’hoggi vien confermato . Si rinovarono però le gare fra quelle due Famiglie l’Anno 1391 a cagione d’un homicidio commesso dal Cavalier Baglioni figliuolo del prenominato Oddo . Poiché quello fatto , dando materia a i discorsi della Città nelle publiche piazze, era biasimato da i Ranieri con gli adherenti loro , e difeso da’Baglioni pur co’ loro adherenti, in maniera che accendendoti gli animi si venne dalle parole finalmente alle armi. Levatosi perciò il romore per la Città Raniero di Simone de’ Ranieri sudetto insieme con alcuni Signori degli Arcipreti, e loro seguaci , e parenti si portò armato in capo la Piazza , & i Baglioni dall’altra parte ragunato anch’ essi i loro seguaci, con Amici, e parenti comparvero pur armati dall’altra parte . Preparandoli ciascheduno per affrontarsi , sarebbe al sicuro nato in quel giorno qualche notabil disordine , se 1’ambasciatore di Giovanni Galeazzo Visconte , che per fortuna all’hora si trovava in Perugia , non vi si fosse interposto con alcuni Nobili , e Cittadini , che ne all’una, ne all’altra fazione adherivano, operando , che le armi si deponessero, come seguì, facendosi anco per mezo loro la pace . A queste cose riferite dal Pellini più a minuto aggiugne un’ Autor di quei tempi , che in quella occasione i Baglioni mostrarono d’ havere una gran potenza in contraporsi alla forza quasi di tutti i Grandi della Città, onde un’altro pur da ciò argomenta quanto ancora fosse la potenza, e 1′ autorità de’ Ranieri , mentre si tiravano con essoloro il seguito poco meno di tutti i nobili de’ quali era piena la medesima Città. In queste , & in altre congiunture e d’emulazione, e di nimicizia , ch’ ebbero queste Famiglie di cimentarsi fra loro , era divenuta la potenza dell’una , e dell’altra odiosa , & insofferibile a’ popolari, o Raspanti, che dir vogliamo. Onde in un tumulto seguito in Perugia l’Anno 1393 , famoso nelle Historie per la crudele uccisione , che si fece de’ nobili, e de’ feguaci loro per non hauer havuto tempo a mettersi insieme , fra quelli, che vi restarono morti, e gittati per le finestre fino al numero di trecento, come narra S. Antonino , furono molti de’ Baglioni , e de’ Ranieri, oltre Raniere di Simone mentovato di sopra, i nomi de’ quali ommetto volentieri per osservare la brevità doue posso . Nel tempo, che seguirono quelle rivoluzioni in Perugia , Ruggiero per sopranome chiamato del Cane , figliuolo di Costantino ascendente de’ Conti Ranieri, che hoggi vivono, trovandosi lontano non corse la sciagura de’ suoi , perche Iddio havevalo riserbato a grandi & heroiche imprese , dopo haverlo arricchito di tutte quelle qualità , che possono ornare in eccellenza l’animo e la persona, d’un Cavaliere . Egli hebbe docilità a capire , e destrezza , a maneggiare un negozio e politico , e militare . Fu vivace di spirito , e generoso di cuore , così valoroso , così risoluto , e così intrepido in fazioni di guerra , che di lui si raccontano pruove stupende , ma a noi basta di riferirne sol quella che lo fece riputare un Horazio Coclite del suo tempo , rendendolo per ogni parte famoso. L’Anno 1409 trovandosi a militare in servizio de’ Veneziani nel Friuli, & essendo rotto l’esercito loro , egli solo con incredibile ardimento sostenne 1′ impeto de’ nemici al Lisonzo fino che fu tagliato il Ponte , ch’ era sopra il medesimo fiume , e come dice il Cornazzaro al lib. primo fog. 8. Fece a Venezia di suo corpo un muro.
Rese ancora honorati , fedeli , e frequenti servizi a Bernabò Visconti Duca di Milano in affari rilevatissimi, ne’ quali sovente fu adoperato , & in quelli massìmamente , ch’ egli hebbe a trattare in Roma col Pontefice due volte , che vi fu mandato Ambasciatore . Nelle turbolenze della Patria mentre si trovava foruscito invase quel Territorio , occupando con trecento Cavalli Civitella di Ghino Marchese . Il Pellini in rammemorar questo fatto chiama esso Ruggiero gran Capitano di quei tempi , e fa menzione di lui per varj esperimenti militari in più luoghi della sua Historia , particolarmente quando con 1500 Cavalli , ch’ egli, e Fabrizio Signorelli detto della Rondine havevano del proprio messo insieme , impiegossì bravamentc alla ricuperazione della Città d’Ascoli per Lodovico Migliorati Nipote di Papa Innocenzo Settimo Marchese delia Marca . Fu condotto in luogo di Paolo Orsino da Papa Gregorio Decimo secondo al comando di cinquecento Lance , e ducento Fanti, e fu anche adoperato in condotte di guerra con suo grande honore da Papa Giovanni Vigesimo secondo , ne si può dire quanto fruttuosamente col valore , e col consiglio assistette nelle più ardue imprese alle armi di Braccio Fortebraccio , quel gran Condottiere d’ eserciti , e celebre Conquistatore di Città , e di Provincie in Italia. Gl’ importanti , e molti benefici, ch’egli fece alla Patria dapoiche vi si ricondusse con gli altri nobili , furono i nuovi trofei , che innalzò all’ immortalità del suo nome . Chiamato in Roma alle nozze di Marzia Colonna la condusse in Perugia , ove fu ricevuta magnificamente con feste di Toro , & altri giuochi publici. Godè Ruggiero mentre fu in vita una grossa pensione , c’havevagli conceduta la Signoria di Venezia in benemerito de’ prestati servizi , e finalmente carico d’ anni, colmo d’ honori , e dovizioso di glorie terminò i suoi giorni in Perugia l’anno 1440 . Gli furono celebrati a spese publiche sontuosi funerali, come racconta il Pellini , e’ l Padre Fra Timoteo Bottonio in due luoghi della centuria seconda, dell’ Anno sopradetto , scrivendone in questi termini : Ruggiero di Costantino de’ Ranieri detto Cane huomo riputatissimo nella guerra mori quest.’ anno in Perugia , nelle cui superbissime esequie furono strascinate cinquanta bandiere , e uno stendardo bianco con la Croce rossa , & il suo Corpo fu armato tutto come quando era Capitano de’ Veneziani seguitato.poi da cento persone vestite di nero . Fu sepolto sopra il Choro di San Lorenzo , & al sepolcro suo furono poste molte bandiere . Lo stesso Autore in altro luogo segue a dire : Ruggiero detto Cane della nobilissima Casa de’ Ranieri morì quest’ anno , e con gran pompa funerale fu sepolto in San Lorenzo , essendo accompagnato il corpo da Ventiquattro Cavalli coperti a bruno fino a terra , e strascinatesi molte bandiere con gran numero de’ Servitori vestiti di nero . Fu huomo nelle armi riputatissimo , onde militò sotto diversi Principi d’ Italia , massimamente sotto i Signori Veneziani , de’ quali fu molti anni Condottiere de’ Cavalli , servendo quella Republica con somma fede , con molto valore , e liberandola da molti pericoli , onde venuto poi per 1′ età inhabile alle cose di guerra , fu da quel Senato riconosciuto con un’ ampia provisione , mentre visse in merito dell’ antica sua servitù . Lasciò alcuni figliuoli heredi di molte ricchezze, & in fioritissìmo stato.
Glotto, e Tancredi di Carlo Ranieri furono al loro tempo huomini cospicui . Glotto fu nell’ Anno 1423 Governatore in Todi per Braccio Fortebraccio nominato di sopra , come apparisce nell’ Archivio segreto di quella Città di detto Anno sotto il di 13 di Nov. , & in altri libri del medesimo registro . Tancredi haveva acompagnate alla vivacità dello spirito altre rarissime doti , che unite alle prerogative de’ natali lo rendevano molto autorevole nella Patria, onde pareva , ch’ ella nelle più rilevanti occorrenze e publiche , e private non sapesse adoperar mezo più potente di lui. Fu eletto quattordici volte Ambasciatore a diversi Pontefici, Republiche , e Potentati d’Italia . Intervenne ancora nella pace fatta fra Papa Eugenio Quarto, e lo Sforza , stabilita a mezo Ottobre del 1444 , riferendo l’Historia , che quei maneggi venissero trattati dal Cardinal d’Aquileia Legato Apostolico , dagli Ambasciatori di Venezia, del Duca di Milano , de’ Fiorentini , de’ Senesi, e da due Gentilhuomini Perugini, che furono Tancredi Ranieri predetto , e Mariotto Baglioni. Se Tancredi non havesse contaminate le sue nobili qualità con la superbia , o con la collera, che trasportandolo al furore di vendicarsi contra coloro che 1′ offendevano , il suo nome certamente sarebbe degno d’eterna fama . Havevasì egli acquistata tanta autorità nella Patria , che faceva levare altrui la vita , e l’eccesso si passava con dissìmulazione da’ Magistrati , e da’ Giudici ; ne v’ era , o pareva , che non vi fosse huomo , c’ havesse voce per incolparlo . Nel qual proposto si racconta particolarmente , c’ havendo egli tentato di far uccidere per disgusti ricenti Borgaruccio , o Bartolomeo Ranieri suoi Parenti, coloro , che n’ havevano la commissìone, ammazzarono in cambio Bartolaccio fratello naturale de’ sudetti Ranieri. Ma se Tancredi per lo gran rispetto , che havevagli il Publico , non fu per questo misfatto punito , e forse ancora non biasimato , la Divina giustizia non lasciollo senza gastigo , permettendo , che , indi a pochi Mesi Borgaruccio , e Bartolomeo unitamente con Nicolò lor fratello l’ uccidessero . La morte di Tancredi fu sentita cosi acerbamente da tutta la la Città, che sollevatosi il popolo corse incontanente alla Casa degli uccisori, spogliandola di tutte le supellettili , le quali si abbruciarono nelle publiche piazze. Questo tragico avvenimento mi dà motiuo di riflettere alla disavventura lagrimevole , o diciamo al difetto connaturale de’ Signori di quella Famiglia, degno in vero d’esser compianto, e considerato attentamente da tutta la Posterità, cioè, ch’eglino a cagion delle competenze, e delle discordie insorte fra loro quasi per ogni secolo l’uno opponendosi alle fortune dell’ altro, e distruggendosi, hanno interrotto il corso a quelle grandezze , alle quali senza dubbio sarebbono ascesi, se come congiunti di sangue fossero stati uniti d’amore, d’ interesse, e di fede. Glotto di Nicolò di questa Famiglia fu da Perugini nell’Anno 1425 spedito Ambasciatore per affare di molta importanza a Papa Martino Quinto. Giacomo di Teveruccio Ranieri fu cinque volte mandato Ambasciatore a Papa Eugenio Quarto dalla sua Patria , in servizio della quale fu di continuo occupato fino all’ultimo di sua vita, che gli fu dalla pestilenza levata l’Anno 1449. Costantino di Ruggiero del Cane fra molti, e diversi nobili impieghi havuti dalla sua Città fu l’esser mandato con due altri Nobili Ambasciatori a Roma nella Coronazione di Federico Terzo Imperatore fatta l’Anno 1452 da Papa Nicola Quinto, che per honorar Federico haveva con un breve particolare fatto istanza a’ Magistrati Perugini di mandargli Ambasciatori , come seguì, assegnando la Città a spese publiche diece uomini a Cavallo per ciascheduno , acciòche con ogni maggior decoro comparissero. Il medesimo Costantino fu mandato dalla Patria a Federico Duca d’Urbino , affinchè come di lui parente lo disponesse a non far passare per il Perugino le sue genti, che già si erano incaminate per andare nel Territorio di Siena , e di Fiorenza , il che ottenne immediatamente . Hebbe per moglie Pantasilea di Ranuccio Farnese, e condotta a Perugia le furono fatte sontuosissìme nozze con torneamenti, feste, e danze nelle publiche piazze ; ove fu rotto un’infinito numero di Lancie con l’ intervento di molti Signori circonvicini parenti della Sposa, e del Marito, fra’ quali Guidantonio Conte di Montefeltro e d’Urbino. Pietro Paolo di Tancreduccio per interessì dell’ Augusto publico andò Ambasciatore a Pio Secondo l’ Anno 1462 . Col Savelli Governatore di Perugia fu nel 1469 ad aggiustar le differenze , che a cagion de’ confini passavano fra’ Perugini, & Orvietani. Andò Ambasciatore per affari di considerazione a’ Signori Veneziani , al Duca di Ferrara , & a Federico Duca d’ Urbino nel 1473 , e tre altre volte fu spedito nell’Anno 1477 Ambasciatore al medesimo Duca Federico , al quale anche ritornò nel 1479 nuovamcnte per servizio della sua Patria , e si portò a Fiorenza , ove concluse la lega a nome della stessa sua Patria con quella Republica 1′ Anno 1478 . Per negozi di stato fu spedito in Roma a trattare con Papa Alessandro Sesto l’Anno 1501 . A Papa Giulio Secondo rese come a nuovo Pontefice nel 1503 1′homaggio di quella ubbidienza, che gli doveva la sua Patria , e finalmente con lo stesso Pontefice si rallegrò in Bologna per la ricuperazione fatta di quella Città , nella quale era entrato come Trionfante l’Anno 1506 . Raniero figliuolo del sudetto Pietro Paolo fu dalla Città di Perugia per le rare sue qualità mandato a Fiorenza per Capitano di quel Popolo l’Anno 1498 a richiesta di quella Republica , che gliene haveva fatto grandissima istanza . Bérardino di Costantmo di Ruggiero del Cane nell’Anno 1471 complì per 1’Augusto Publico con Sisto Quarto per la sua esaltazione al Sommo Pontificato. Intervenne con le genti di Perugia nel 1474 in aiuto di Giulio della Rovere Legato Apostolico alla ricuperazione della Città di Spoleti. Fu mandato per maneggi importanti Ambasciatore a’ Duchi d’ Urbino, e di Calabria l’ Anno 1479 . Fu richiesto da Papa Sisto Quarto sudetto ad accudire , e porgere aiuto con le sue forze alle genti della Chiesa nel condur , che dovevano prigioniero a Roma Nicolò Vitelli , che si era usurpato il dominio di Città di Castello. Hebbe esso Bérardino un ardire, & una costanza d’ animo così grande , che garreggiò co’ Baglioni, co’ quali più volte contrastò , particolarmente ad essi con le armi alla mano si oppose nella creazione de i publici ufficj , fatta l’Anno 1481 , e loro interruppe, tutti i disegni. E pur ciò avvenne in tempo della loro maggior possanza non solo per li molti soggetti riguardevoli , che havevano , e per 1′ ampiezza di stato di grosse Terre ripieno , ma per la multiplicità degli huomini, che all’ hora vi erano della medesima Casa Bagliona , della quale vogliono alcuni , che di quei tempi fossero in Perugia circa trenta Famiglie , mentre non solo nel lor Quartiero di Porta S. Pietro , ma in tutte le altre Porte , o Contrade della Città erano ripartite. In contrario la Famiglia Raniera era tanto scarsa d’huomini, che può dirsi, che tutta consisteva nella sola Caaa di Berardino , al quale essendo mancato Ruggiero suo fratello carnale , che lasciò Raniero suo figliuolo in età puerile , tutta la fazione di Casa Ranieri da lui solo sostenevasi con qualche aiuto di Pietro Paolo sopranominato , mentre Bartolomeo Ranieri Signore delle Isole del lago Transimeno , che all’ hora viveva , era poco amico d’esso Berardino a cagione d’ un’ interesse , che non vogliamo tacere, ancorché si esca alquanto dal filo del discorso .Giovanni di Borgaruccio parimente di Casa Ranieri , havendo fatto donazione delle sue facultà a Berardino già detto , Bartolomeo pur nominato di sopra per distornar quella donazione fece legare come pazzo esso Giovanni, ch’ eragli Cugino ; onde Druselina Baglioni Moglie di Berardino in absenza del Marito fatto prendere lo stesso Bartolomeo lo fece condur legato a Casa avanti di se con Giovanni sudetto , se ben poi per interpoeizion del Governatore furono rilassati . Vi è stato chi per questo successo ha fatte lunghe riflessioni allo spirito animoso di quella Dama , alle nimicizie , ch’ egli chiama fatali, e perpetue fra quelli della- Famiglia Raniera, & alle gare generose fra la medesima Casa e la Bagliona, ma io bisognoso d’andare innanzi seguito a dire, che se mai alcuno de’ Ranieri per verun tempo bastò per abbattere con riputazione , e con felicità la forza degli stessi emuli, od avversarj, questi fu Berardino. Nell’ Anno 1482 la Famiglia degli Oddi, che per la grandezza del lignaggio, per la multiplicità de’ domini , e per 1′ autorità degli huomini, che la qualificano, era in Perugia assai potente ancor’ ella , essendo venuta in discordia con la Famiglia Bagliona, si affaticarono i Ranieri insieme col Governatore della Città per riunir gli animi alla concordia, ma sempre invano . Occorse dunque , che mentre questi nimici stavano un giorno in Piazza per cimentarsi con le armi , vi comparve Berardino Ranieri con due piccioli pezzi d’artiglieria seguitato da molti nobili suoi Amici, e parenti ; All’ arrivo di costoro levatosi il romore si alzarono le grida, che i Ranieri erano venuti in aiuto degli Oddi , come parve in effetto , che havessero intenzione , mentre sparato uno di quei pezzi contra i Baglioni ( da’ quali fu loro anche corrisposto con un altro tiro ) si spinsero i Ranieri avanti da trenta passì contra gli stessi Baglioni, che per altrettanti , e d’ avantaggio furono forzati a ritirarsi . Dal che presero animo gli Oddi, onde incalzando coraggiosamente i nimici speravano con un tanto soccorso certa la vittoria , ma poi senza sapersene la cagione essendosi fermati i Ranieri di proseguire più oltre, fu cagione , che i Baglioni ciò vedendo, ripresero ardire in maniera, che spingendosi contra gli Oddi li fecero rinculare per tutto quello spazio, che con l’aiuto de’ Ranieri havevansi guadagnato , giàche per altro pareva infallibile, che i Baglioni in quel giorno non fossero per rimaner vinti , se da’ Ranieri si continuava contra loro la quasi principiata vittoria . Ma questa maniera di procedere fu creduta in Berardino politica, per dar calore agli Oddi ad effetto di tener bilanciate le forze, onde nessuna delle parti restasse ne superata, ne oppressa, tanto più , perche i Bagiioni, se ben’erano suoi contrari , erano anche parenti per haver in sua moglie , come habbiamo già detto, Druselina figliuola di Braccio primo di tal nome , huomo cospicuo , e principale di quella Casa. La qual Donna però fu di così alto spirito , e d’animo sì generoso , o virile , che entrata in Casa Raniera si trasformò tutta negl’ interessi della medesima , e dimenticatasi affatto del proprio sangue si mostrò avversa agli stessì Baglioni più del Marito . In ordine a che non vogliamo tacere , ch’ella nell’Anno 1486, trovandosi in Perugia il giorno di Santa Lucia, & andata per udir messa alla sua Parrocchia, ch’ era titolare di quella Santa, nella cui Chiesa anche si celebrava la festa, & havendovi nell’ entrare vedute le armi di Casa Bagliona in alcuni Drappelloni di seta dipinti , che per ornamento vi erano state poste dal Curato , lo fece chiamare a se, e gli domandò in presenza di tutto il popolo chi gli haveva fatto mettere le Armi de’ Baglioni in quel luogo. Egli rispondendo , nessuno , ella con orgogliose parole lo riprese , & in quel medesimo istante glie le fece levare con maraviglia di tutta la gente , che vi si trovò .
Berardino , e Costantino suo figliuolo hebbero anche da poi da cimentarsi in varie contingenze co’ Signori della Famiglia Bagliona , come riferiscono gli Scrittori, e ‘l Pellini particolarmente in più luoghi , ma io voglioso hormai di finire ne di quei successi, ne d’altri, che dalle ambiziose contese ( come alcuno chiamolle) di queste gran Case precedentemente seguirono , non mi trattengo a parlarne . Così pure non fo menzione d’altri diversi fatti memorabili operati dagli huomini, che con la virtù , e col merito illustrarono la Casa Raniera per ogni età, & in diverse stirpi, nelle quali ella si propagò , perche le cose, che ho dette, possono bastare all’ intenzione di V. S. Ill. Se però le havessì mal raccontate , o più tosto se con la tema di non farmi prolisso non le havessi per troppo di accorciamenti rese imperfette , o stroppiate , e per queste , e per quelle, che qui come in luogo non proprio tralascio, in altro tempo , & altrove supplirò con l’historia . Ma non ho finito di scrivere , se prima non mi son sottoscritto
Di V. S. Illustrissima &c.

Di Gubbio 28 di Dec. 1668.

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