25 Set 2010

Genealogia dei Ranieri di Perugia (2), lettera di Vincenzo Armanni a Michele Giustiniani

Pubblicato alle 18:36 under Società

Da LETTERE GENEALOGICHE. Al Sig. Abbate Michele Giustiniani

Al Medesimo.
In ordine alla Genealogia , che a V. S. Ill.. ho raccontata de’ Signori Conti Ranieri , dovendo io affrettarmi a pigliar la penna di nuovo, com’ ella mi comanda , subito perciò , e volentieri senza altro preludio di espressioni al ringraziamento di quelle , che humanissime , e trascendenti leggo nella sua lettera , dicole primieramente di non havere incontrata alcuna memoria antica ove si parli di quel Valerio Ranieri , che gli Antiquari , & Historiografi Perugini fan fiorire nel secolo 1160 .

Che che però di lui riferiscano gli altri, basta solo , ch’ io qui riporti le parole di Pompeo Pellini , come Autore forse il più accreditato di tutti , dicendo egli d’haverle tratte da una memoria participatagli da Orlandino Vibio , che affermava d’haverla havuta da uno de’ primi di Cannaia , e cavata da un libro antico , c’ haveva veduto nella Città di Spoleti , le quali nella prima parte della sua Historia, a carte 310 si leggono così : La Terra di Cannaia fu edificata al tempo di Federico Barbarossa primo Imperatore di questo none da Valerio de’ Ranieri nobile Perugino , capo , e guida di molti forusciti in questo modo , che essendosi questo Gentiluomo condotto in quel luogo , cominciasse per sua commodità a edificare alcune picciole Case vicine al fiume , che ivi correva, e corre appresso la Terra di Cannaia , e che incontinente per la. fertilità del luogo , e commodità delle acque crescessero tuttavia di maniera , che in breve hebbe forma di Terra , e fu habitata da molti forusciti Perugini , e da altre genti , e perche ivi era gran quantità di Canne , vogliono che da Valerio le fosse dato il nome di Cannaia , e che fosse per alcun tempo refugio de’ forusciti Perugini . Ma se di tant’huomo , che chiamano nobile , coraggioso , e potente, non si trova in Gubbio memoria alcuna , benché numerose sieno qui le scritture di quei tempi , molto meno al creder mio si troverà in Perugia , ove perirono quasi tutte per quelle medesìme disgrazie , che furono comuni a tutte le Città dell’ Italia , massimamente per gì’ incendi , e per quelle in particolare del 1315 , che con le sudette scritture anche arsero tutte le Case , nelle quali habitavano i Priori , ch’ erano contigue al Palazzo, ove risedeua il Capitano del Popolo , e fu tale il fuoco , che non supplendo l’acque , ch’ erano ivi vicine, vi fu adoperato anche il vino per ismorzarlo . Da che si mosse il Consiglio Generale della medesima Città a persuasione de’ nobili 1′ Anno 1333 di commettere , e dare autorità a’ Padri Conventuali di S. Francesco Minori Osservanti, detti all’hora della Penitenza ( per bontà , e dottrina celebri in quei tempi ) di notare , e descrivere tutti i nobili discesi per linea Paterna di prole militare di Porta in Porta . Ciò apparisce per rogito di Ser Nicolò di Ceccolo Not. de’ medesimi Priori, essendo tutto eseguito dal Capitolo degli stessi Padri, che fecero le note, e le inscrizioni, c’ho dette in un libro separato , il quale pur’ hoggi si conferva nella Cancellaria Priorale della Città sotto titolo di Libro Rosso . Il che succede come dicemmo , nell’ Anno 1333 , e dal tempo d’ all’ hora continuamente fino al giorno d’hoggi si trovano publiche scritture , dalle quali si può con chiarezza raccorre lo stato della Città , e delle Famiglie di essa. Però è vero , che da quell’ incendio è rimasto intatto qualche libro d’Annali di Consigli , di decreti , e di sommissìoni con la discrezione di più , e diversi anni . Questi avventurati avanzi del fuoco , benché minuti , o per dir meglio le poche notizie ,che si traggono da essi, congiunte a quelle , c’ ho io cavate di due secoli prima da’ nostri Archivj , e con le altre di tempi posteriori, c’ ho acquistate dalle scritture di Perugia , bastano per far conoscere, che la Famiglia Raniera , se havesse potuto conservarsi le memorie perdute , si vederebbe hoggi circondati di lumi da risplendere sopra molte Prosapie di quelle , che più rilucono di nobiltà in Italia . Ma perche V. S. Ill.. non m’ obliga a scrivere del Ramo , che della medesima Famiglia finì gli andati secoli in Gubbio , ma di quello , che si fece in Perugia ne’ discendenti di Giotto , io dopo haverle replicato , che ’1 Padre di lui fu Monaldo , che ’1 Padre di Monaldo fu il Conte Ugo figliuolo d’ un’ altro Ugo nato di Ranieri , il quale si trova col titolo di Marchese, e che questi nacque di Ugo figliuolo d’Uberto , che fioriva 1′ Anno 970 , debbo dire , che furono costoro huomini qualificati , ben manifestandolo i titoli , che portavano , e le giurisdizioni , che possedevano ; io però, volendo osservar più che posso la brevità , rapporterò qui solo una particella d’ Instrumento , conservato nell’ Archivio di questa Cattedrale del 1097 , ove dice : Ego quidem in Dei Nomine Rainerius Raineri Marchionis olim Filius per hanc transationis pagìnam , finitionisque, atque promissionis promitto , & obligo me, meosque haredes vobis Rainerio Priori, tuisque &c , & Farulfo Munaldi quondam Filio , tuisque heredibus , quod ab hac bora nec causationem , nec aliquam , molestationem vobis faciam de ipso Castro , & Poio de Colognola , sed securi ex nostra parte inde permaneatis in perpetuum &c . Ego Trotta Comitissa consensi signum manus , Rainerius Amadoris vocati Ensis alio nomine , & Bernardus .Aldebrandi Comes , & Rainerius Rainerij iudex , & Raimundus Guelfonis testes . Ego Guido Not. scripsi , & compleni. Havevano i Ranieri di quei tempi oltre Colognola altri Castelli, e Domini nel Territorio di Gubbio , e di Perugia , come apparisce da gran numero d’ Instrumenti publici dell’ Archivio predetto , e d’ altri ancora . Hebbe il Marchete Raniero una figliuola chiamata Attilda, che maritata con Alerano huomo di gran condizione partorì di lui Azone , Giovanni , & Ugolino , i quali furono in Gubbio Fondatori delle Famiglie Azone, Azolina, del Re , di Spada, e di Spadalunga, stirpi tutte illustri, che qui fiorirono con le prerogative di Conte , hoggi però estinte , ch’ è molto tempo. Tornando al sopradetto Glotto , così detto corrottamente per avventura dal nome di Glotario all’uso de’ tempi antichi, fu egli huomo religioso , e pio, di dottrina , di prudenza , di valore , e d’autorità . Nell’ Anno 1205 essendo stata intimata una Dieta in S. Quirico di Ossenna nel Senese per trattar la pace , e quiete universale della Toscana , vi furono perciò spediti Deputati da tutte le Città della medesima Provincia , onde per la Città di Perugia v’intervenne solamente Glotto di Monaldo sudetto, come si legge ncll’Historia di Siena di Orlando Malavolti al lib. terzo . L’Anno poi 1207 fu fatto Podestà di Perugia , come mostrano diverse antiche Scritture , in particolare un manuscritto pur molto antico in carta pecora esìstente appresso gli Heredi di Monsig. Oddi Vescovo già di Perugia , e V. S. Ill.. è consapevole , che all’ offizio di Podestà erano chiamati in quei tempi huomini d’importanza per nascita e per virtù , anzi i Principi , i Cardinali , e gli stessi figliuoli di Re , Anche di lui si fa menzione in un’ instrumento dell’anno 1214 , come si vede nella Cancellaria del Comun di Perugia in un’ antico Libro di Sommissìoni, & in altri antichi Instrumenti , segnato A. nel primo foglio , ove apparisce , ch’ esso Glotto di Monaldo intervenne insieme con Senso suo figliuolo l’Anno predetto ad un Consiglio de’ nobili Cittadini. Finalmente colmò le sue glorie con il pio , e generofo dono , che nell’Anno 1218 fece del luogo , e sito per fabricare il nobile Monastcrio di Monte Luce , posto fuori di Perugia verso levante, in mano di Ugolino Cardinale Ostiense , che fu poi Papa Gregorio Nono, & all’hora Legato di quella Città , il quale ricevette detta donazione in nome della Romana Chiesa l’Anno 1219 , concedendo molte esenzioni , e privilegj allo stesso Monasterio , e tutto fu confermato da Papa Honorio Terzo l’Anno 1222 , come si rende chiaro dalle Bolle del Papa , e Legato predetto , dove egli vien chiamato Nobilis Vir , & Perusinus Civis Gluttus Munaldi, le quali hoggi si conservano appresso il medesimo Monasterio . Fra i figliuoli , che vennero a luce di Glotto , fu , come significai a V. S. Illustrissima , Tancredi , di cui nacque Senso secondo , Padre del secondo Glotto , che fu huomo letteratissimo , e di molte virtù . Nell’ Anno 1289 fu Podestà di Todi, e nel 1295 fu Podestà di Terni , trovandosi chiamato Nobilis , & Potens Vir Gluttus D. Sensi de Perusio , come apparisce per publiche scritture esistenti nell’ Archivio Segreto della medesima Città di Todi dell’Anno 1289, e del 1295 . Prese moglie in Todi, ove fu aggregato al numero di quei nobili Cittadini , e fu Signore del Castello del Poggio della Guardia nel Todino , come manifesta la dichiarazione fatta dalla stetta Città l’Anno 1319 a’ diece dì Sett. in persona de’ figliuoli di esso Glotto, per li quali ella scrisse efficacemente al Comun di Viterbo , dichiarandoli suoi gran Cittadini nobili , e Signori del Castello del Poggio della Guardia con le seguenti parole : Pro parte Nobilium Virorum Poni , & Domini Vannis , & fratrum ipsorum filiorum quondam Glutti D. Sensi Dominorum Castri Podei Guardia , & Grandium Civium nostrorum &c . Anche si fa menzione de’ figliuoli del sudetto Glotto di Senso nelle memorie publiche in Perugia , trovandosi eglino notati nel Libro Rosso fatto l’Anno 1333, come di sopra s’è.detto , ove si descrivevano tutti i nobili della Città di Perugia di prole militare , lui fra molti altri della Famiglia Raniera veggonsi nominati i predetti figliuoli di Glotto di Senso , fra’ quali è Pone , che in più luoghi viene enunziato della stessa Famiglia Raniera . Di lui nacque un figliuolo chiamato Nicolò , il quale nell’Anno 1367 fa da’ Perugini eletto per uno degli Ambasciatori mandati a Papa Urbano Quinto a. Corneto , e nel 1372 fu nuovamente spedito Ambasciatore a Papa Gregorio XI. in Avignone . Dalla Città di Perugia fa ad esso Nicolò conceduta l’assoluta padronanza dell’ Isole del Lago Transimeno per ottocento fiorini d’oro , come si vede da’ libri di quella Cancellaria de’ consigli , e Decreti dell’Anno 1378 a carte 170, dove vien chiamato Nicolò di Pone de’ Ranieri , e ne fa menzione parimente il Pellini. Furono di quello Nicolò figliuoli Borgaruccio , Berarduccio , e Glotto , i quali vennero impiegati in Ambascerie , e in altre publiche occorrenze della sua Patria , come si ha da diverse scritture della medesima Città , o dalle Historie del Pellini. Ma per esser questa linea trasversale, & ancora estinta , non farò a V. S. Ill. più prolisso in parlarne senza altra necessità , tanto più , perchè essendomi mancato il tempo mi è impossìbile d’avanzarmi più oltre . Non voglio però tacere , che ancora i posteri quasi fino all’ultimo han posseduto il Dominio dell’Isole predette , come apparisce in un Breve Apostolico spedito ad instanza di Borgaruccio di Bartolomeo Ranieri a prò degli huomini delle medesime Isole da Papa Paolo Terzo l’Anno 1544, ove dice: pro parte Dilecti filij Borgarutij de Rainerijs Civis , & Nobilis Perusini familiaris nostri, antiqua Puluensis, ac Maioris , & Minoris Lacus Transimeni Perusina Diocesis Insularum Domini nobis nuper exibita &c . Inquanto alle altre cose , che rimangono ne’ miei registri della Casa Raniera scriverò o di tutte , o di molte l’ordinario seguente ; così io approvando con le opere che sono per verità
Di V. S. Illustrissima
Di Gubbio 24 di Dec, 1668,

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