23 Feb 2008

dei Glutti discendenti dai Ranieri

Pubblicato alle 15:10 under Senza categoria

  da Deputazione di Storia Patria  per l’Umbria

 

- Tra i vari Munaldus che sono menzionati nei più antichi documenti perugini, quello che più verosimilmente può essere indicato come padre di Gluttus è Munaldo de Gresciabarba, il cui nome appare affiancato a quello di Glutto tra i testimoni di un atto del 1203 (ved. infra, 52.3).

- Nella prima metà del secolo XIII si trovano vari personaggi denominati col patronimico Munaldi, senza che vi sia alcun indizio sicuro di un legame di consanguineità con gli esponenti accertati di questa famiglia;

 - Sono stati inseriti nell’albero genealogico, oltre a Taddeo di Glutto, di cui solo il patronimico attesta l’appartenenza alla famiglia, anche alcuni discendenti di Buderochus; anche qui però non si è certi di trovarsi di fronte ad un altro ramo di un unico lignaggio.

- Tra i testimoni ad un atto di donazione del 1188 relativo ai domini di Poggio Manente – Ascagnano e riguardante possessi nel territorio di Agello eugubino, vi è un Gluttus filius Monachi (CENCI, n. 399, ved. infra, 83.13). Mi sembra improbabile, anche se non impossibile, che si tratti di Gluttus Munaldi, visto l’ambito territoriale cui l’atto si riferisce.

 

1202. Tra i testimoni alla sommissione dei marchiones a Perugia, Taddeo Glutti

1203. Tra i testimoni di un atto stipulato a favore del comune di Perugia, Gluttus Monaldi e Buderochus,

1203. Tra i testimoni del giuramento dei consoli e del camerario perugini di rispettare i patti della sommissione di Nocera, Glutto Munaldi e Munaldo de Gresciabarba 

1205. Tra i rectores della Societas Tuscie, pro civitate Perusii, d. Gluttus 

1207. El Ghiotto de Monalldo è podestà [?] di Perugia (UGOLINI, p. 144).

1208. Glutto Munaldi è tra i testimoni del patto di alleanza tra Perugia e Todi e della sommissione di Gualdo Tadino

1209. Glutto Munaldi è tra i testimoni del lodo arbitrale tra Perugia ed Assisi

1214. Tra i consiglieri presenti ad un atto di donazione da parte del comune di Perugia di un terreno sul Monte Tezio per costruirvi un eremo, Glutto Munaldi e Senso Glutti

1214. Tra i testimoni alla sommissione del conte Tancredo di Sarteano, Senso Glutti

1216. Tra i testimoni alla sommissione di Montone, Glutto Munaldi 

1218. Glutto Munaldi dona ad Ugolino, vescovo di Ostia e Velletri e delegato papale, un terreno che possiede a Monteluce, affinchè vi si costruisca una chiesa, monastero e case per le donne che là vivono Deo servientes, secondo la regola benedettina (S. MARIA DI MONTELUCE ).

1219. In un lodo arbitrale tra S. Maria di Valdiponte e Glutto Monaldi, riguardante le proprietà di beni in una vasta area tra Monte Bitorno e Staffola, si decide di dividere in due parti l’intero complesso fondiario, eccettuando però dalla divisione i beni che Aliotto e Abuiamonte, lambardi di Agello, ebbero in livello da S. Maria di Valdiponte; la pensio annua per essi sarà tuttavia a carico di Glutto. Si menzionano anche i beni dei marchiones, coinvolti nella divisione

[1222-226]. Testimonianze prodotte da Bonoscagno Iannis Copetelli a nome di Tancredo, nepos q.Glutti, contro l’abbate di S. Maria di Valdiponte: si tratta dell’interrogatorio di coloro che furono testimoni al lodo arbitrale di cui sopra. Pare che l’abbate non avesse consegnato il tutto o parte dei frutti dei terreni che spettavano a Glutto. Tra i testimoni, due, Pilizonus e Iohannes Pacis, si dichiarano homines Tancredi

1223. Tra i testimoni al patto di alleanza tra i milites perugini e il comune di Assisi, Bos de Buderocco.

1228. Tancredo q.Sensi Glucti vende ad Ambrogio, delegato papale, due campi e metà di un terreno pro indiviso con suo zio Budrochus, situati presso la chiesa di S. Maria di Monteluce.

1230. Budroctus è membro del Consiglio speciale e generale.

1244. Rainuccio di Berardo Bovis* è bandito per maleficio, dietro accusa di Omodeo e Barunzio.

*La mancanza del patronimico "Buderochi" rende dubbio l’inserimento di costui nella famiglia.

1245. Tra i testimoni ad un atto giudiziario, Paoluccio Buderocti (

1246. Tra i testimoni ad un atto giudiziario, Bovo Buderocto 

1247. Tra i testimoni ad atti giudiziari, Filippuccio di Bonifacio Buderocki, d. Bove Buderoco e Paoluccio Budirochi

1248. Tra i testimoni ad un atto giudiziario, Paolo Buderochi 

1249. Francesco de Caraiolis e suo fratello Guglielmo sono condannati a 500 libre ciascuno e alla publicatio et destructio bonorum, dietro accusa formulata da d. Leonardo Glutti  di aver ucciso suo nipote Lascia* nella curia di Paciano in villa de Castellis

*Costui è figlio di un figlio di Leonardo?

1251. Sensuccio d. Tancredi* è tra i testimoni della sommissione dei domini de Podio, nel contado di Nocera

*Non è sicuro che si tratti del nipote di Glutto di Munaldo perchè, nello stesso atto, sempre tra i testimoni, c’è d. Tancredo di Rosciano, di cui potrebbe essere figlio.

1253. Tra i testimoni ad un atto giudiziario, d. Bovo Budirochi

1258. Benadatus barberius è condannato a 50 l. per aver svaligiato un casa presso Valiano, di proprietà di d. Senso Tancredi 

1258. Tra i confinanti di tre terreni in Staffele, nell’area di Rance, vi sono gli eredi di Leonardo Glutti*; inoltre, trattandosi di una concessione enfiteutica, vi è la seguente precisazione da parte dell’attore: hoc exceptamus si in plano infra fines omnes suprascriptos esset de campo monasterii predicti [S. Marie Vallis Pontis] quod sortitus fuit a domino Glotto**, quod non concedimus vobis

*In un caso tuttavia si parla solo di res Leonardi Glutti, non di heredes Leonardi Glutti; nonostante ciò, dovremmo essere in presenza di una indicazione generica, che non implica che Leonardo fosse ancora vivo in quella data.

**Si fa certo riferimento al lodo arbitrale del 1219, conclusosi con la spartizione dei possessi tra Glutto di Munaldo e S. Maria di Valdiponte

1259. Tra i confinanti di un terreno in Stafole, filius Leonardi Glutti 

1259. D. Senso Glutti tratta il compromesso tra Perugia e Gubbio, oggetto dell’arbitrato del comune di Città di Castello (NICOLINI, Reformationes. .., p. 89 nota 2).

1259. D. Senso d. Tancredi Glucti miles è tra i testimoni all’atto in cui il comune di Perugia nomina un sindaco col mandato di investire il comune di Città di Castello del ruolo di mediatore per porre fine al conflitto con Gubbio (DIPLOMATICO VII 11 9. BARTOLI LANGELI 1969, p. 359).

1260. Barcilione di Pietro di Bonifazio, procuratore dei Minori di Perugia, come esecutore testamentario di donna Ugolina q.Glucti Monaldi, vende a Nero, procuratore del monastero di Monteluce, un terreno a Colombella per 50 l.

1260. D. Senso Tancredi è ambasciatore

1260. D. Senso Gloti – de Gloto è testimone e membro del Consiglio speciale e generale

1260. Vignalis d. Sensi de Gloto è assolto da un’accusa non specificata, insieme ad altre due persone 

1260. D. Senso de Gluto è tra i magnati del contado di P. S. Susanna 

1260. D. Senso de Cloto è tra i fideiussori di d. Armanno di d. Guglielmo de Civitella, custode della rocca di Castiglione Aldobrando, accusato insieme a 15 sergentes di abbandono di posto

1260. D. Senso Glutti è per due volte multato per un fiorino d’oro, avendo parlato in Consiglio contro la proibizione del podestà

1260-61. D. Senso Glutti è citato da Matteo da Rieti come testimone delle proprie benemerenze verso il comune di Perugia, per ciò che riguarda la "publica fama" in città dell’aiuto da lui dato ai prigionieri perugini fuggiti dalle carceri di Federico II dopo la sconfitta del 1246 (NICOLINI, Reformationes. .., p. 89).

1261. D. Senso d. Tancredi Glucti (P. S., parr. di S. Andrea) assegna un grosso patrimonio, stimato 4106 l.: in esso, tra le altre cose, sono comprese 19 famiglie di servi, tutte a Mantignana, e la terza parte del castello di Paciano e del suo territorio*. Senso deve anche restituire le seguenti somme: 50 l. a Paoluccio di maestro Romualdo, a cui ha anche ceduto diritti verso Tancredo di Piegaro; 62 l. per proprio conto e 37 l. insieme a Ugolino di Panzo, a Filppuccio di Iacobus di Gualfreduccio; 26 l., prezzo di un cavallo; 70 l., insieme a Fomasio Alferoni (CATASTI 1, cc. 27r-29v, 36rv, 37r, 91r, 216v. LIBRA 1285, pp. 42-43).

*Si tenga conto del fatto che, sino a pochi anni prima (1244), tale castello, insieme a Panicale, risulterebbe essere stato tra i territori pertinenti alla famiglia dei conti di Sarteano (LIBRO DELLE COPPE, cc. 9r-10v e 83r-88v, regesto in BANDINI 1965 p. 177): è dunque probabile che questa componente patrimoniale sia stata acquisita, non sappiamo in quale forma, in questo lasso di tempo.

1261. D. Senso de Glucto è tra i testimoni a du atti di di quietanza rilasciato al comune di Perugia

 1261. D. Senso Gluti è tra i testimoni alla costituzione da parte del capitano del popolo perugino di un procuratore per ricevere dal priore di S. Basilio de Urbe quietanza per la distruzione da parte del detto comune dei beni del priorato a Pian di Carpine e a S. Maria Rossa 

1261. Filippuccio Buderochi* (P. S., parr. di S. Andrea), assegna molti terreni, soprattutto a Mantignana, e quattro famiglie di servi. *L’abitare nella medesima parrocchia e la concentrazione dei possessi a Mantignana sono, oltre al patronimico, argomenti per suffragare l’ipotesi dell’appartenenza a questo lignaggio di Filippuccio.

1262. D. Senso Glutti è podestà di Narni (NICOLINI, Reformationes. .., p. 89 nota 2).

1262. Tra i fideiussori di d. Crispolito e di suo figlio Orlandino (ved. domini di Colcello, 28.18), d. Senso Glucti (PODESTÀ 1243-62, c. 275v).

1263. D. Rainuccio Bovis è tra i fideiussori del comune di Perugia che garantiscono il versamento di 1050 l. a Munaldo di Suppolino per l’acquisto di Casacastalda

1263. D. Senso Cluti è tra coloro cui viene ordinato dal capitano di uscire entro la giornata dalla città, di comunicare il luogo di residenza e di non lasciarlo sino a nuovo ordine

1266. Il Consiglio speciale e generale si occupa a più riprese di d. Senso Glutti, prima concedendogli un salvacondotto per la causa che ha occasione maleficii quod dicitur perpetrasse occasione sue defensionis, e poi ordinando la distruzione delle sue case; si raccomanda anche ai giudici l’imparzialità e si vieta agli amici e ai nemici di Senso di aver contatti tra loro 

1266. Testimonianze dei laboratores delle terre del q.Filippuccio di d. Bonifazio che erano state sequestrate, non è detto per quale motivo (PODESTÀ 1265-66-67 [4], c. 15v).

1267. Rainucolo d. Leonardi*, Munaldo suo scutifer e Ricuccio Rustici sono citato per difendersi dall’accusa di aggressione avanzata da Vivolo Scagni; i fatti si sono verificati mentre l’aggredito stava tagliando legna in villa Calisciane in silva monasterii S. Marie Vallis Pontis, cuius lignamen dicebat [l'aggredito] ad se pertinere occasione emptionis. Gli imputati si presentano in tribunale due giorni dopo la citazione.

*E’ probabile si tratti del figlio di Leonardo Glutti, tenendo conto della località ove i fatti si verificano, cioè nell’area di Caligiana, in prossimità quindi ai possedimenti familiari

1267. Clemente IV, in una lettera al comune di Perugia, ordina che sia permesso al nobilis vir Senso Tancredi de Glutto di interporre appello presso la Santa Sede contro la sentenza del tribunale cittadino che lo condannava a 1000 l., e che non sia dato seguito alla destructio bonorum decretata in conseguenza di una norma statutaria che proibiva l’appello al di fuori della curia perugina* .

*Ecco dunque il maleficium che Senso aveva perpetrato per difendersi!

1267. Tra i personaggi del cui nome il notaio Bonus Iohannes di Ventura si era avvalso per compilare vari atti falsi, onde ottenere rimborsi per spese inesistenti dal comune di Perugia, d. Senso di d. Tancredo de Gluto. Il documento fa riferimento ad un cavallo morto durante una ambasceria di Senso ad Anagni, presso il papa, nel 1264..

1268. D. Senso Tancredi Glucti, insieme ad altre quattro persone, è condannato all’esilio perpetuo ed irrevocabile per aver fatto fuggire sei sbandati dell’esercito di Corradino, che erano stati catturati da un uomo di Monteverde, nel contado di Assisi.

In precedenza, era stata emanata una pena più dura, comportante anche una multa di complessive 1100 l., 500 a carico di Senso e il resto suddiviso tra gli altri, e la destructio bonorum, tuttavia, in seguito di un "consilium" in tal senso prodotto dal giurista Guido da Suzzara, essa era stata ridotta al solo esilio (SBANDITI 2, cc. 43v e 45rv. NICOLINI, Un "consilium"…).

1269. Filippo di Uberto di Panicale accusa Gronda d. Sensi Glutti e cinque suoi familiares di aver aggredito a mano armata lui ed i suoi figli nelle pertinenze di Pantano e di avergli rapinato una clamis. Gli accusati sono assolti.

1271. D. Merlino di d. Simone è condannato a 25 l. per esser voluto intervenire nel Consiglio speciale e generale, contro l’ordine del podestà, de faciendo reverti in civitate Perusii d. Sensum, bannitum comunis Perusii pro homicidio et etiam aliis de causis (PODESTÀ 1271-72 [6], c. 54r).

1273. In una seduta consiliare si delibera di inviare ambasciatori a Roma per una causa, il cui contenuto non è specificato, che il comune di Perugia ha in corso con d. Senso ed altri.

1274. Gronda d. Sensi (P. S.) è ambasciatore.

1277. Glotus d. Sensi ottiene dal Consiglio speciale e generale di inviare un ambasciatore a Chiusi

1277. Il comune di Perugia versa ai figli di d. Senso Glutti, oltre che a d. Merlino e a d. Uguccione Rinucini, 100 libre di denari pro venditione terreni que fecerunt comuni Perusii positi iusta campum Prelii.

1277. Tancreduccio d. Sensi, d. Iacobus di Boninsegna e d. Uguccione di Rainuccio ricevono dal comune di Perugia 100 libre pro venditione terreni quod vendiderunt al detto comune.

1277. Donadeo Citadini e Vannolo Deotesalve si presentano al giudice del podestà contra Glotolum d. Sensi sive eius procuratorem Rubeum Bonacursi, qui licenciatus recessit (PODESTÀ 1277 [10 b], reg. 3, c. 17v).

1279. La canonica di S. Lorenzo di Perugia, nell’accottimare 69 terreni nelle pertinenze di Mantignana, precisa che l’arciprete ed il capitolo non teneantur ad defensionem vel ad dationem illius quantitatis quam d. Iacobus Merlini vel filii d. Sensi consueverunt recipere in aliquibus petiis terrarum supradictarum (CENSI 1, c. 291rv).

1281. Tra i milites in servitium d. pape qui iverunt in Romagnam,  vi è Gluttolus d. Sensi (P. S.), che riceve dal comune di Perugia 67 libre e 10 soldi, equivalenti a 30 fiorini per un servizio di 30 giorni a un fiorino al giorno.

1281. Gluttolus d. Sensi, riceve: 5 libre per essersi trattenuto  cinque giorni a Castrum Plebis come ambasciatore, insieme al podestà e al capitano, e 20 libre per una ambasceria di 10 giorni a Viterbo. Lo stesso Gluttolo, per conto di suo fratello Tancredolo, riceve dal comune di Perugia 14 libre pro ambaxiata quam fecit ad curiam tempore coronationis d.

1281. Dieci persone, di cui due de Abatia Gerne, vengono accusate da Glutolus filius q.d. Sensi Glutoli di averlo aggredito a mano armata sulla pubblica via in partibus Paçani, uccidendo uno dei suoi tre cavalli e ferendo gravemente gli altri due. Gli accusati vengono condannati in contumacia a 602 libre ed alla rifusione del quadruplo del danno arrecato a Gluttolo (PODESTA’ 1281-1282 [13], c. 81r-82r).

1282. Gluctolus d. Sensi, paga una ammenda di 110 soldi al massaro del comune di Perugia per conto di Venturella qui vulgo dicitur Sochoda 

1283. Glotolus d. Sensi è uno dei due fideiussori di Benvenuto Romani de Panicale, accusato di aggressione

1283. Tancredo d. Sensi Glutti, insieme a due suoi servientes, a Zolus nepos comitis de Plagario, a Ninus Uguçonis comitis de Plagario, a Giliuccio Iacopelli d. Simoneti e ad altre sei persone, tra cui un notaio, sono inquisiti in quanto era giunta notizia al giudice del capitano del popolo che costoro de presenti mense iulii manu armata, eques et pedester, accessissent ostiliter et malo modo ad monasterium…S. Benedicti de Moiano Clusii, insultantes ad dictum monasterium contra altares dicti monasterii, et fregerunt hostia domus monasterii et per vim intraverunt domus dicti monasterii et derobaverunt ipsum…auferendo furtive et per vim medium corbem fabarum et unam tunicam panni blanci dunni Iacobi abatis dicti monasterii, sottraendo anche al detto monastero il bladum esistente nelle terre di esso in grignis et spicis, per 10 corbe di grano, 3 di orzo, in un terreno, e per 18 corbe di grano in un altro.  Dopo le citazioni di rito, gli accusati vengono interrogati; la linea difensiva assunta dal principale accusato e sostenuta anche dagli altri consiste dell’ammissione di aver portato via il bladum dai terreni del monastero, ma di averlo fatto del tutto legittimamente, affermando Tancredo quia emit cum Glutolo fratre suo fructus et proventus quarundarum possessionum dicti monasterii usque ad tres annos ut sibi videtur, negando tuttavia le altre accuse; il detto Gluttolo funge da garante per alcuni dei detti accusati. Dalle testimonianze emerge tra l’altro che il bladum raccolto dalle terre del monastero era stato poi trasportato a Paçanum ad quoddam castrum dicti Tranchedi (testimonianza di Giliuccio di Iacopello), in plano Paçani castri dicti Tancredi (testimonianza di Guglielmuccio di Gentiluccio), ad domum suam Paçani (testimonianza di Tancredo di d. Senso Glutti)

1283. Glutolus d. Sensi è fideiussore di Iohannellus Homodei cui dicitur Frega, condannato per essersi trovato in strada armato dopo il coprifuoco

1283. Glotolus d. Sensi è condannato a 20 soldi per non aver provato le accuse da lui avanzate de comune et universitate castri Paçani de receptione exbannitorum in una parte, et in alia accusa de dicto comune de denonciatione non facta de quibusdam malefitiis perpetratis in eorum districtu 

1283. Il detto Glutolus olim d. Sensi accusa Uguccionello Bone Partis de villa Mantignane…qui de mense iunii proximi preteriti noturno tempore accessit ad quendam suam domum et de ipsa domo furtive abstulit centum pannos et unum corbem grani et secum asportavit; l’accusato viene condannato in contumacia ad una pena pecuniaria ed alla rifusione del danno

1283. Il giudice del capitano del popolo ordina a Gluttolus d. Sensi, parr. di S. Andrea, di non lasciare il palazzo del capitano sino a nuovo ordine 

1284. D. Tancredo d. Sensi è fideiussore di Sensuccio di Munalduccio, accusato di danneggiamento dal rettore della chiesa di S. Isidoro di P. S. Pietro 

1284. D. Oddo d. Guidonis marchio accusa Tancredo d. Sensi e tre suoi scutiferi, vale a dire Andriolo, Provanus e Meo,  qui de mense novembris armati et spontonibus, cultellis, tabulatiis, planellis, panceriis, auctoritate propria et contra hinibitionem eidem Tancredo factam per d. Thomaxium iudicem comunis Perusii quod…non debeat facere…aliquam novitatem in rebus infrascriptis, silicet in bestiis, blado et vino existentibus in domo Iohannis Petri et in domo Rubei Partis et in domo Brance [Blanci] de Panicale…per vim et audatiam abstulerunt et auferri fecerunt vino, cereali e bestiame appartenenti al detto Oddo. Fideiussore dell’accusatore è Cinus de Castronovo, di P. Eburnea; fideiussore degli accusati è d. Mirlinus, di P. S. Susanna

1285. Gotolus [così] d. Sensi, di P. Sole, è fideiussore di Cagnolo Lacosciani di Mantignana, condannato per aggressione a mano armata 

1285. I figli e i nipoti di d. Senso (P. S., parr. di S. Andrea) sono alibrati per 8000 l. (LIBRA 1285, p. 205).

1286. Ghuttolus d,Sensi, della parr. di S. Andrea, in due occasioni, è tra i fideiussori di Ugolinello Ugolini de Barsis, quando cioè costui viene inquisito per porto abusivo di armi e quando viene condannato per ingiurie ed aggressione

1286. Glotolus d. Sensi è fideiussore di Zolus Taducii, della parr. di S. Giovanni Rotondo, condannato per porto d’armi proibite, e di Pietro Ranaldi, condannato per esportazione illegale di grascia 

1286. Puzolo e d. Rainaldo d. Tancredi*, e d. Tancredo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, sono tra i componenti del Consiglio generale e dei Cento per Porta multati in 5 soldi per l’assenza ingiusitificata alla riunione consiliare del precedente 3 giugno (PODESTA’ 1286-87 [17], reg. 1, cc. 34r, 38v).

*Figli di d. Tancredi di Senso Glutti? Lo fa pensare la parrocchia di appartenenza.

1286. Gluptolus e Tancredo dell’olim d. Senso d. Tancredi Glupti, anche a nome di Sensuccio e Bulgaruccio dell’olim Gronda, loro fratello, minorenni, vendono a Vivolo di Bonaiunta la metà pro indiviso dei casalina, plateas et voitamenta in colle ville Calisciane, in comune col compratore e con Petruccio di Angelo, per 30 l. cortonesi (CENSI 2, c. 160r).

1286. Tancredolus olim d. Sensi, anche a nome del fratello Gluttolus, deve avere dal comune di Perugia:

66 libre, 13 soldi e 8 denari pro duobus equis quibus retinuit de numero sexcentum pro XVI mensibus,

13 libre e 10 soldi per il servizio militare di diciotto giorni prestato da Tancredolo con tre cavalli in cavalcata [contra Fulgineum];

5 libre e 5 soldi per il servizio militare di 7 giorni  prestato da Gluttolo con tre cavalli nella medesima occasione;

10 libre quas mutuaverant in opere fontis;

20 libre quia ambo luxerunt equester quando d. papa venit Perusium;

40 libre pro suplemento equi dicti Gluctoli qui fuit venditus pro comuni minus quam fuerit extimatus

(MASSARI 23 d, c. 29r).

1287. Glotolo e Tancredo q.d. Sensi e Bondies Grigni, baiulo del comune di Perugia, sono assolti deficientibus probationibus dall’accusa, i primi due di aver incaricato tre loro familiares di aggredire e ferire Amatuccio Vitalis, sindicus universitatis castri Pazani, il terzo di favoreggiamento 

1288. Tancredolo d. Sensi deve avere dal comune di Perugia 60 fiorini d’oro come risarcimento di un suo cavallo magagnato e venduto per conto del detto comune 

1288. Gluttolo d. Sensi, insieme a Bonifazio di d. Simone, è nominato procuratore del comune di Perugia per nominare lo sgravatore del comune di Spoleto 

1288. Glottolo d. Sensi, di P. Sole,  è tra i milites condannati a 20 soldi in quanto non fuerunt inventi et scripti ad circham et pontationem factam per d. Venciolum Ugucinelli confanonerium balistariorum…sub vexillo ipsius d. Vençoli, diebus veneris XXV mensis iunii, die sabati et dominice sequentibus, in exercitu facto per comune Perusii contra Fulginates

1288-1289. Glutttolo d. Sensi, insieme a d. Bonifazio di d. Simone, svolge una ambasceria di sei giorni apud Cassium et Lionisam…pro comuni Perusii pro Martolo d. Iacobi de filiis Oddi qui est ibi carceratus, ricevendo 9 libre

1289. Gluttolo d. Sensi, anche a nome del fratello Tancredo (P. S., parr. di S. Andrea), come titolare insieme al detto fratello di un pedalium in pertinentiis districtu Planicarpeni, promette al notaio del capitano di obbedire ai precetti del comune e di osservare gli statuti vigenti in materia di pedaggi 

1289. Gluttolo di d. Senso è podestà di Todi (CECI, pp. 310-315).

1289. Tancredolo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, è fideiussore di Finolo Benvegnate e della madre di quest’ultimo Gaudente, ambedue di Mantignana, accusati di aggressione 

1290. Giottolus q.d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole è fideiussore di un abitante di Paciano, accusato in un procedimento giudiziario 

1291. Il podestà e capitano convoca Glottolo q.d. Sensi ut debeat fecisse suam defensionem ex eo quod non ivit in ambaxiatam pro comuni Tuderti et Narnie et Interampne, ut tenebatur et debebat; l’accusato si difende affermando quod non habet equus, secundum quod vult dividere et partire se a suo fratre et tertio quod habet quendam suum propinquum qui est in mortis articulo constitutus. Il podestà e capitano, nonostante tali motivazioni addotte, ordina a Gluttolo di far stimare il suo cavallo dal marescalcus del comune e di unirsi agli altri ambasciatori in partenza 

1291. Tancredo q.d. Sensi [Gloti] promette al podestà e capitano di facere venire ad civitatem Perusii massarius seu sindicus…ville Collis Arcis districtus Perusii…ad solvendam collectam quam solvere tenentur et debent comuni Perusii

1291. Glotto filius q.d. Sensi Glotti, della parr. di S. Andrea di P. Sole, insieme a d. Rainaldo iudex filius d. Tancredi iudicis, della stessa parrocchia, garantisce che Tuccio del q.Bonconte da Siena ubbidirà ai mandati del tribunale perugino

1291. Glottolo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, è fideiussore in alcuni procedimenti penali

1291. Tancredo d. Sensoli è sindaco degli uomini e dell’università della villa di Caligiana 

1291. Atti di una inchiesta condotta dal capitano del popolo contro i fratelli Gluttolo e Tancredo filii olim Sensi Glutti, accusati di avere espropriato una porzione cospicua di beni del comune di Perugia nella parte meridionale del Chiugi, tra Paciano, dove risiedevano, la Tresa e il Riomaggiore

1292. Gluttolo d. Sensi accusa Soldano Iohannetti di Panicale di aver ospitato in casa sua, nei mesi di gennaio e febbraio, suo figlio Guiduzolo, bandito e condannato per maleficio dal comune di Perugia; fideiussore dell’accusato è d. Andrea Guiducii Neroli, della parr. di S. Fortunato di P. S. Angelo. Soldano risulta successivamente assolto quia ostendit rebannum [del figlio]

1293. Glottolo d. Sensi è tra i ventuno ambasciatori che, insieme al podestà e al capitano del popolo, si recano a Todi pro sedandis seditionibus nuper ortis in civitate Tuderti 

1294. Ceccolo Parioli de villa Mantignane viene citato, sotto pena di 100 libre, affinché venga a discolparsi dall’accusa di falsa testimonianza a lui rivolta da Tancredolo d. Sensi, Ceccolo aveva affermato quod vidit dictum Tancredolum cum tribus monacis de S. Laurentio, quorum nomina  dixit se nescire, intrare in possessionem comunantiarum terre Mantignane et per ipsas ire et redire eques, et dixit quod ipsas comunantias occupavit, apprehendit et laborari fecit; et dixit quod postea stetit per spatium duorum dierum vel trium quod ipse vidit homines de terra Mantignane fideles dicti Trancredoli laborare et arare dictas comunantias cum bubus, vice et nomine dicit Trancredoli, quod non potuit cognoscere eo quod est ita longe quod ipsos non potuit scosire [?]; et dixit quod erat quando vidit predicta in quodam campo posito in pertinentiis Camançani [Canisciane?] ad sorchiandum cycerem

1294. Tancredo d. Sensi, della parr. di S. Maria di P. Sole, è tra i fideiussori di Massolo d. Guidonis, che ottiene licenza di portare armi difensive 

1295. Tancredolo di d. Senso è fideiussore di Buciganus di Castiglione Chiugino, condannato ad una ammenda di 6 libre e 5 soldi 

1296. Glotolo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, è tra i fideiussori di uno scutifer di Gheçus d. Trencoli e di Collus Geptii e di Teo Optonutii, dei quali si specifica che sono de prole militari ex paterna linea 

1296. Tancredolo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, accusa alcuni uomini di Mantignana, publici et famosi fures, di avergli rubato un paio di buoi e un’asina, per un valore complessivo di 30 libre; gli animali si trovavano a Mantignana, in un terreno di proprietà dell’accusatore 

1296. Giottolus d. Sensi accusa Andrea Venture de villa Calisciane comitatus P. S. Angeli, di essere entrato abusivamente di notte in un suo terreno in villa Calisciane in loco qui dicitur Valle Aluti; tra i confinanti, res quam possident heredes Venture manentes dicti Gluctoli 

1296.Glottolo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole,  è tra i fideiussori di alcuni uomini di Isola Maggiore, accusati di aggressione 

1296 (gennaio 26). Glottolo d. Sensi accusa Puccio Orlandini de castro Paciani Novi di aver portato armi proibite mentre si trovava in un terreno dell’accusatore, sito nelle pertinenze di Paciano Vecchio, in Colle darcha; fideiussore dell’accusato è Pucciarello d. Andree Guiducii Nigri; l’accusatore viene condannato a 20 soldi per non aver portato avanti questa accusa (giugno 9).

Lo stesso giorno, Glotolo accusa di nuovo Puccio, insieme questa volta a suo fratello Vanne, ambedue figli di Orlandino Petri de Pacciano Novo, di essersi impossessati di alcuni olivi posti nel detto terreno 52.105 – 1296 (gennaio 28). Nucio Venutoli de Paciano Novo, accusato da Gluttolo d. Sensi di aver preso possesso abusivamente di alcuni olivi, raccogliendone i frutti nel precedente mese di novembre, viene condannato a 100 libre

1296 (agosto 11). Tancredolo d. Sensi accusa Vanne Iohannis de villa Collis Arche comitatus Perusii di aver portato armi proibite; il fatto si sarebbe verificato in via publica posita in pertinentiis Paçani prope rem Gluttoli d. Sensi et rem Iunte Rigepti. Pochi giorni dopo (agosto 17), Tancredolo accusa ancora il detto Vanne di esportazione abusiva di grascia sive granum 

1296 (dicembre 11). Tancredolo d. Sensi accusa Giovanni Venture de villa Collis Arce, districtus Paçani, di aver occupato abusivamente un suo terreno vignato e non vignato in pertinentiis Paçani in loco qui dicitur Collis Arce, confinante con il medesimo accusatore e la via pubblica

1297 (gennaio 23) Francesco Glutti de villa Colli Arche, districtus Paçani*, è tra gli accusati da Giovanni Venture di aver invaso abusivamente un suo terreno vignato e non in villa Collis Arche

*Non risulta che costui faccia parte della famiglia, tuttavia il patronimico potrebbe far pensare ad un figlio illegittimo; in ogni caso, anche questo episodio giudiziario deve essere inserito nella vicenda dello scontro, di cui conosciamo solo la facciata "legale", tra la parte signorile e quella contadina in un’area in cui i Glutti vantavano diritti di dominio sul castrum e sugli uomini.

1297 (febbraio 20). Glottolo q.d. Sensi, della parr.di S. Andrea di P. Sole, accusa Giovanni Venture de villa Collis Arche districtus Paçani di essere entrato due volte abusivamente in un suo terreno in pertinentiis castri Paçani in loco qui dicitur Colle. Nel presentare le argomentazioni a sostegno della sua accusa, Glottolo affrema tra le altre cose: che il terreno in questione era suo, di suo padre Senso e dei suoi autores per tempus X, XX, XXX annorum et plus; che il detto terreno fuit de bonis et hereditate dicti d. Sensi; che il detto d. Senso decessit iam sunt plures anni, superstitibus ei dicto Gluttolo et Tranchedo fratre suo dicti d. Sensi; che il detto Glottolo post mortem d. Sensi divisit bona et hereditate[m] que condam fuerunt dicti d. Sensi cum dicto Tancredo; che il terreno in questione advenit in partem dicto Gluttolo.

L’accusato viene assolto (agosto 20)

1297 (maggio 13). Tancredolo d. Sensi accusa Giovanni Venture de villa Collis Arce, districtus Paçani, di aver occupato abusivamente un suo terreno vignato e non vignato in pertinentiis Paçani in loco qui dicitur Collis Arce, confinante con il medesimo accusatore e la via pubblica 

1297. Galeoctolus [così] d. Sensi è fideiussore del podestà uscente, che si sottopone a sindacato

1298 (maggio 5). D. Tancredo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, accusa Ceccolo, Rubeo, Simone e Bernardolo, fratelli e figli del q.Brunolo de villa Collis Arche, districtus Paçani veteris, di aver portato armi proibite per stratam publicam qua itur ad castrum Paçani, fines cuius strata ab uno ego Tancredolus, ab alio Gluctolus d. Sensi. A margine dell’atto di accusa è annotato. "condempnatus accusator quia non probavit accusatio in XX solidis 

1298 (31 ottobre). Vegnatolo Bonaçunte, Vanne Iohannis, Ceccolo Brincoli [Brunoli], Angeluccio Brincoli, Rubeo [Brincoli] e Vanne Tudini, disitrictus Paçani, vengono assolti dall’accusa presentata da Tancredo d. Sensi, di aver invaso un suo terreno in villa Collis Arche

1298. Glottolo d. Sensi fa parte di due commissioni di sapientes 

1298. Gluttolo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, insieme a d. Bonifazio d. Simonis e a Ugolino d. Ianis, è fideiussore degli accusati in un procedimento penale per omicidio relativo alla zona di Preggio 

1298. Gluttolo d. Sensi, della parr. di S. Andrea di P. Sole, accusa Ceccolo, Vegnatolo, Riccolo e Gello, fratelli e figli del q.Compagnolus, homines et manentes dicti Gluttoli de villa Mantignane, di aver rubato da una sua casa in villa Calisciane, fines cuius ab undique dictus Gluttolus, due vacche, due vitelli, un giumentum e trenta tra pecore e montoni, per un valore totale di 60 libre.

Il detto Gluttolo accusa anche Petruccio Bonaccursii de villa Mantignane di avergli rubato da un’altra [?] sua casa, sempre in villa Calisciane, una vacca, un giovenco e un maiale, per un valore di 20 libre.

A conclusione del procedimento, tutti gli accusati vengono condannati in contumacia a 100 libre ciascuno

1298. Gluttolo d. Sensi è fideiussore in un procedimento per aggressione relativo a Paciano

1299. Tancredo e Gluttolo d. Sensi sono citati tra i testimoni in un procedimento contro la comunità di Paciano, accusata di aver dato ricetto a banditi del comune 

1299. Tra i confinanti di un terreno a Mantignana, Tancredo d. Sensi (CENSI 2, c. 45r).

[1299 o 1300]* In questione que vertitur [di fronte al giudice del capitano Schiatta de Cancelleriis] inter Gluttolum d. Sensi ex parte una et Ubaldum sindicum ville Insule Pulvensis ex altera utrum sit procedendum ad litis contestationem super accusationem dicti Glotoli insinuata, il consilium del giudice d. Andrea Barigiani è che procedendum non est

*Avendo Schiatta dei Cancellieri rivestito la carica di capitano del popolo tra la fine del 1299 e i primi del 1300 e non essendoci pervenuti né l’atto di accusa né l’eventuale sentenza, rimane il dubbio sulla data dell’inizio del procedimento.

Sec. XIII. Pone, Versus, Senso e Dore, filii olim Gluctoli d. Sensi* (P. S., parr. di S. Andrea) sono tra gli homines che devono partecipare alla spedizione contra intrinsecos asisinates*

*Essendo certamente Gluttolo vivente nel 1299, è probabile che la lista dei mobilitati per partecipare alla spedizione di cui sopra, priva di data, debba essere attribuita al secolo XIV e non al XIII.

Sec. XIII. Leonardo Glutti è tra i confinanti di due terreni, uno nel piano di Rance l’altro in Logiis

[ma 1260-61]. D. Bovus Buderochi ha debiti per complessive 106 libre 

Nel Libro Rosso del 1333, Ottaviano e Alessandro di Tancredolo di d. Senso, Ursus [così], Senso e Dore, figli di Gluttolo di d. Senso, e Rogerio di Tancredolo di d. Senso (FABRETTI, pp. 107 e 109).

 

 

 

 

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